
Il Piano Mattei: da modello di cooperazione a piattaforma geoeconomica
Il rapporto Orbita analizza il Piano Mattei nei suoi tre anni di attuazione, dal perimetro iniziale di nove paesi pilota ai diciotto del marzo 2026. La tesi centrale è duplice: l'effetto positivo del Piano sulle economie partner è economicamente plausibile, ma non ancora dimostrabile con i dati oggi disponibili. La crescita africana ha accelerato — 4,5% nell'Africa subsahariana nel 2025, il valore più alto in un decennio — ma commodity, riforme interne, programmi FMI e investimenti di terzi agiscono simultaneamente, e nessuna stima controfattuale robusta è possibile. Il canale più credibile resta il moltiplicatore keynesiano: dove esistono capacità produttiva inutilizzata e alta propensione al consumo, la spesa effettiva attiva domanda, reddito e produttività. Il rapporto distingue però con nettezza tra risorse stanziate, mobilitate e realmente spese: una garanzia SACE abilita credito, non è spesa locale. Sul piano istituzionale il Piano emerge come dispositivo ibrido, che tiene insieme finanza climatica, credito d'aiuto e promozione dell'export senza che il peso relativo delle due logiche sia quantificabile con le fonti pubbliche. Il vincolo più solido è informativo: il deficit di rendicontazione granulare è la criticità meglio sostenuta dalle evidenze e il primo ostacolo a qualunque valutazione d'impatto. Nel confronto con la Cina l'Italia non compete su volume finanziario e velocità esecutiva, ma può costruire vantaggio su tecnologia specialistica, formazione, contenuto locale e integrazione europea. L'orizzonte per un giudizio fondato è il 2026-2028, quando i progetti oggi in strutturazione dovranno tradursi in cantieri, occupazione e opere in esercizio.

Trasformazione strutturale, rallentamento ciclico o rottura sistemica
Tre ipotesi sul modello di crescita cinese e le implicazioni per l’Europa e per l’industria italiana.
Il dossier ORBITA di ottobre 2026, a cura di Giovanni Gambino e Roberto Macheda, con prefazione di Marco Pugliese, mette a confronto tre letture dell’economia cinese attraverso fonti primarie e una valutazione esplicita del grado di evidenza. L’analisi esamina il legame tra crisi immobiliare e debito degli enti locali, la debolezza della domanda interna, il vincolo demografico e la sovracapacità industriale che alimenta la pressione esportativa.
Le evidenze raccolte sostengono la lettura di una trasformazione strutturale del modello di crescita, senza dimostrare un collasso sistemico. Il rapporto discute le conseguenze per l’Unione Europea e per le filiere italiane più esposte, dai mezzi di trasporto alla farmaceutica e agli input intermedi della manifattura, e presenta scenari differenziati per grado di sostegno nelle fonti.

AI Capex Stress Test
Che cosa accade se il ritorno degli investimenti nell’intelligenza artificiale slitta di 18 mesi?
Il quaderno tecnico ORBITA di ottobre 2026, a cura di Giovanni Gambino e Roberto Macheda, con prefazione di Marco Pugliese, esamina uno shock preciso: le Big Tech mantengono la spesa già contrattualizzata, mentre la piena monetizzazione dell’AI arriva più tardi. Il test segue gli effetti su ammortamenti, utili, multipli, leva finanziaria e contratti, distinguendo l’esposizione di hyperscaler, abilitatori e laboratori AI.
Energia, acqua, reti e tempi dei cantieri entrano nell’analisi come vincoli concreti. Il lavoro propone una mappa dell’esposizione per società e tre traiettorie successive alla correzione. È un esercizio di scenario, non una previsione: alle traiettorie non sono assegnate probabilità.
Perché un layout diverso? Telemetria è il formato tecnico di ORBITA dedicato a stress test e scenari. Indicatori, parametri, grafici e matrici rendono confrontabili ipotesi, meccanismi e risultati: una struttura operativa e sintetica, distinta dall’impianto narrativo dei dossier.
9 pagine · Edizione ottobre 2026 · Dati al 13 agosto 2026
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